Un mondo da salvare: gli studenti del Marconi ripuliscono la spiaggia del Marangone

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di Gemma Costantini 1ESA

Sabato 28 marzo si è svolto un evento molto importante per la nostra scuola, l’IIS Marconi di Civitavecchia. Una giornata che dovrebbe far riflettere molte menti. Verso le ore dodici, infatti, noi studenti di varie classi, ragazzi e ragazze, ma accompagnati anche da adulti, per primi alcuni genitori, tutti guidati dal professore Simone Damiano, promotore ed organizzatore dell’attività, ci siamo dati appuntamento sulla costa a sud della nostra città, presso la spiaggia del Marangone, tra Civitavecchia e Santa Marinella. Spinti dalla volontà di lasciare un mondo migliore, tutti insieme, armati di buona volontà e di… guanti, abbiamo ripulito la spiaggia dalla sporcizia diffusa e dai numerosissimi rifiuti abbandonati sulla battigia. Nella nostra piccola ma grande missione siamo stati, fortunatamente, anche aiutati da sconosciuti che, vedendo l’impegno e la passione messa da tutti noi durante quell’insolita attività lontana dai banchi di scuola, hanno deciso di darci una mano. 

La pulitura straordinaria di tale ambiente è durata circa tre ore, e in quel lasso di tempo, tutti i presenti hanno avuto la preziosa occasione di ripensare ai vari tipi di barbarie che ogni giorno umilia il pianeta. Oltre ai rifiuti, anche il “fast fashion” sta diventando una piaga mondiale: illustri brand di moda stanno, sempre di più, spingendo all’estremo il consumismo, lasciando enormi ammassi di vestiti tossici nell’ambiente. Si potrebbe dire che le piaghe che affliggono il pianeta siano quattro: inquinamento atmosferico, inquinamento idrico, inquinamento della terra e adesso anche il fast fashion. 

Durante l’attività sono stati raccolti più di venti sacchi colmi di immondizia. Incredibile la quantità di oggetti trovati, alcuni dei quali inimmaginabili: schede madri, teloni, ombrelloni, coperte ed enormi pezzi di ferro. Ad accompagnare il tutto sempre pezzi di plastica, onnipresente, di varie dimensioni, il che dovrebbe far pensare all’ingente presenza di questo materiale nella natura.

«Dobbiamo lavorare sulla cultura, sulla conoscenza dei rischi per l’ambiente derivanti da comportamenti irresponsabili – ha dichiarato il professore Simone Damiano, alla domanda su cosa si possa fare per arginare tali scempi – perché sicuramente chi si comporta così basa la propria vita sull’ignoranza». Durante una mini intervista “live” al professore, subito dopo la fatica della ripulitura, noi studenti abbiamo potuto capire davvero la passione e l’impegno che ognuno dovrebbe mettere nel far del bene al nostro pianeta. In conclusione, questo evento dovrebbe smuovere qualcosa nelle menti di tutti, e magari portare a qualcosa di migliore per il futuro di tutti, di noi ragazzi per primi.