Istituto di Istruzione Superiore G.Marconi

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Liceo scientifico indirizzo sportivo - Liceo Scientifico opz. sc. applicate - Tecnico Tecnologico: Elettrotecnica Elettronica Informatica Meccanica
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Giorno del ricordo

Giorno del ricordo

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10 febbraio 2017

Giorno del Ricordo

La foto che vi proponiamo presenta in sintesi tutto ciò che ieri,10 febbraio 2017, in occasione del Giorno del Ricordo, molti di noi studenti abbiamo vissuto presso l’Aula Pucci, dove si è svolta una manifestazione organizzata dal Comune. La Signora Zonta, in alto a sinistra: suo marito ( e padre del prof. Giuseppe Zonta, docente di Lingua e letteratura inglese presso la nostra scuola) fu costretto a lasciare il proprio paese, a seguito dell’invasione delle truppe titine. E’ stata letta, infatti, dalla dott.ssa Loredana Denaro,una lettera meravigliosa, scritta dal Sig.Marino Zonta, sul dolore, la malinconia e nostalgia per quei quei luoghi, che un giorno, all’improvviso, ha dovuto abbandonare per sempre. In fondo, un migrante è più fortunato di un profugo istriano o giuliano o dalmata. Il migrante può vivere con la speranza di tornare in patria. Il profugo italiano che fuggiva dalla sua terra non avrebbe più avuto la possibilità di andare a vivere, un giorno, nella sua terra, perché quella terra non esiste più. Un esempio per tutti: se un italiano nato in Croazia prima del 1947 va oggi in ospedale e deve dire dove è nato, ecco nascere la più imbarazzante delle  risposte: “Sono italiano, lo ero, sono nato in Italia, ma ora non è più Italia...”.

Vi chiediamo di fissare i vostri occhi su questa  foto straordinaria: la Signora Zonta, una nonna, mamma, moglie, donna di 87 anni ed Eleonora Foschi,   una ragazza di 16 anni,un’alunna del III liceo scientifico opzione scienze applicate del Marconi di Civitavecchia. Due volti meravigliosi, che parlano da soli... Uno solo lo sguardo: quegli occhi hanno la stessa luce,  quel sorriso è una magia  perché quella dolcezza, un’unica dolcezza, ha il sapore di un ponte magico, che oggi, anche oggi,ha il potere di unire il passato con il presente, di passare questo testimone sacro, che è il “Ricordo”nella Storia dell’Umanità, di generazione in generazione..

Una Umanità che non ricorda, che ha smesso di ricordare, è una Umanità  capace solo di violenza, destinata ad autodistruggersi, annientata da questa orrenda meteorite dell’Oblio, della dimenticanza o forse, ancor peggio, dell’Indifferenza, regina dei nostri tempi. Eleonora insieme alla sua classe ha lavorato tantissimo sia  con i compagni che a casa, dove ha trascorso ore per realizzare in tempo, pronta per il 10 febbraio, per questa data, per questo appuntamento, una presentazione in power point, intitolata la “Coltre del Silenzio”

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Già per il Giorno della Memoria, 27 gennaio 2017, gli alunni avevano condiviso con gli altri studenti del territorio e con i rappresentanti della Comunità ebraica di Roma, il dott.G.Moscati e il rabbino Davide Sessa, due lavori  : un video sul Negazionismo e una sintesi della lettura de “La Tregua” di P. Levi secondo il metodo di lettura condivisa di TwitterLetteratura.

Nonostante gran parte della classe fosse impegnata a Roma per aver aderito al Progetto “Imun”-Model United Nations-,i ragazzi hanno svolto ricerche accurate sul dramma delle foibe, ancora una volta sperimentando l’efficacia sia del metodo di “classe rovesciata” sia dell’ uso dei Social Networks, se critico e consapevole

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Dal momento che il lavoro sulla Shoah aveva riguardato il tema del Negazionismo, gli alunni hanno pensato di continuare su questa “linea”anche in occasione del Giorno del Ricordo, considerato poi che, in quest’ultimo caso, la questione storiografica è assai molto più delicata e nel contempo ardua. Inizialmente si era pensato di far parlare Dante, poiché ai ragazzi aveva impressionato la strana analogia tra la forma della “foiba”

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e quella dell’Inferno dantesco: due grandi cavità, a imbuto rovesciato, fatte di cunicoli, abissi, pareti rocciose. In particolare, si voleva iniziare con i versi del Canto XII, ove il poeta immagina le anime di coloro che furono violenti contro il prossimo:

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 «Era lo loco ov’a scender la riva
venimmo, alpestro e, per quel che v’er’anco,    
tal, ch’ogne vista ne sarebbe schiva.

Qual è quellaruina che nel fianco
di qua da Trento l’Adice percosse,
o per tremoto o per sostegno manco,6

che da cima del monte, onde si mosse,
al piano è sì la roccia discoscesa,
ch’alcuna via darebbe a chi sù fosse:9

cotal di quel burrato era la scesa;»

e poi concludere il lavoro con un “inferno rovesciato”, vedendo nella costa adriatica italiana e in quella dalmata le pareti non più dell’inferno ma di un “monte”-il Purgatorio dantesco-che tende verso il Cielo-il Paradiso-. Dall’odio infernale all’amore paradisiaco  tra i popoli, senza nessun colore, schiavo di odi di partito, ma... trasparente, limpido come l’etere celeste pensato dai filosofi greci. Eppure, per salire a quei Cieli, dove campeggia la non violenza, l’amore, il perdono (Martin Luther King, Gandhi, Giovanni Paolo II-papa Francesco) bisogna passare attraverso la capacità di ricordare, che in questo caso, quello appunto dell’eccidio delle foibe, coincide col saper tornare indietro, rivedere la storia, avere il coraggio e l’umiltà di “purificare”le pagine dei libri e della nostra stessa memoria da pregiudizi ideologici e politici,strappando quella “coltre” del silenzio che ha soffocato per tanti, troppi anni, una pagina così dolorosa dell’Italia.

Dato il poco tempo, la classe si è vista costretta a rinunciare alla cornice dantesca e ha pertanto deciso di soffermarsi su questo assurdo fenomeno del “negazionismo” che assai pericolosamente oggi può essere confuso con il “revisionismo storico”, anche e soprattutto a causa di un uso superficiale, da parte dei giovani, e subdolo, da parte di chi si spaccia “studioso di storia”, dei Social Networks.

Cercando di trasmettere un messaggio meramente di pace e di lotta contro ogni forma di “giustificazionismo” del male, il lavoro degli alunni termina facendo proprie le parole di P.Levi:

“Era la grande tregua... speranza ingenua ,

come tutte quelle che riposano su un taglio

 troppo netto

tra bene e male”

 «Comprendere è impossibile,

 conoscere è necessario,

perché ciò che è accaduto

può ritornare,

le   coscienze possono nuovamente essere

sedotte ed oscurate:

ANCHE LE NOSTRE”.

Classe III B liceo scientifico opzione scienze applicate

G. Marconi Civitavecchia

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