Dalle Fonti ai Social: se Napoleone finisce nel mirino dei “paparazzi”

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Al Marconi la storia si fa virale: sfida didattica tra Codice Civile, Manzoni e nuovi linguaggi digitali

Può l’imitazione di un noto personaggio dello spettacolo trasformarsi in una lezione di storia? La risposta è sì, e arriva dalle aule dell’I.I.S. G. Marconi. Negli ultimi giorni, un video realizzato da uno studente dell’istituto è diventato un piccolo caso social, arrivando fino al noto sito skuola.net: una parodia di Fabrizio Corona che, con lo stile inconfondibile dei “gossip-scandalo”, “smaschera” nientemeno che Napoleone Bonaparte.

Ma dietro la risata e il montaggio serrato da TikTok, non c’è una semplice goliardata, bensì un preciso progetto didattico intitolato “BONAPARTE: Liberatore dei Popoli o Orco d’Europa?”, volto a integrare Storia, Letteratura e Educazione Civica in un’unica esperienza critica.

Non è intrattenimento, è didattica attiva: per parodiare Napoleone in quel modo, lo studente, Carlo Boccuni della classe 4 E del liceo scienze applicate, sotto la guida del docente di storia, Fabio Sciannella, ha dovuto masticare il ‘Cinque Maggio’ di Manzoni, comprendere il tradimento denunciato da Foscolo nell’Ortis e studiare gli articoli del Code Napoléon del 1804.

La consegna del compito era complessa. Gli studenti, divisi in “Uffici Stampa Imperiali” o “Comitati di Liberazione”, dovevano attingere a un dossier di fonti originali: il confronto tra la tutela della proprietà del Codice Civile e la censura; il dissidio tra la visione “provvidenziale” di Manzoni e il dolore patriottico di Foscolo; la contrapposizione visiva tra l’eroismo di David e i massacri di Goya.

Il video virale dello studente ha saputo declinare questi temi in un “gancio” con l’attualità sorprendente. Utilizzando il linguaggio dei moderni media, ha evidenziato come Napoleone sia stato l’antenato dei moderni leader populisti, capace di usare il plebiscito e il culto della personalità per costruire il consenso.

In questo percorso, un ruolo discreto ma fondamentale è stato giocato dall’Intelligenza Artificiale. Lungi dall’essere usata per “copiare”, l’IA è stata proposta come strumento di supporto per la sintesi dei dati, la generazione di basi grafiche per i manifesti digitali e montaggi. Un uso intelligente e guidato che insegna ai ragazzi a governare la tecnologia anziché subirla, trasformandola in una “cassetta degli attrezzi” per la creatività intellettuale.

L’esperimento del Marconi dimostra che la Storia non è una materia “morta”, ma un organismo vivo che può essere analizzato attraverso i linguaggi della contemporaneità. Se il video è diventato virale, è perché contiene quella scintilla di originalità che nasce solo quando un contenuto complesso viene compreso profondamente e poi rielaborato.

Napoleone controllava i bollettini della Grande Armée per creare le prime “fake news” della storia; oggi gli studenti del Marconi usano i social per smontare quella stessa propaganda, dimostrando che, pur cambiando i supporti — dalla carta al pixel — la capacità di analisi resta l’unica vera bussola della cittadinanza attiva.