Di Elisabetta Fattori 2Esa, Lorenzo Miceli 3Dsa e Beatrice Rizzo 3Dsa
CIVITAVECCHIA – Una mattinata di riflessione profonda sulla democrazia, l’uguaglianza e le sfide del futuro. Lo scorso 22 aprile, l’Aula Magna dell’IIS Marconi ha ospitato l’economista Fabrizio Barca, già Ministro per la coesione territoriale, nell’ambito del progetto PESES (Programma di Educazione per le Scienze Economiche e Sociali) promosso dall’Università Cattolica.
L’evento ha visto la partecipazione attiva degli studenti di cinque classi, che non si sono limitati al ruolo di spettatori, ma sono stati i veri protagonisti di un dibattito serrato con l’economista, ponendo domande puntuali e offrendo riflessioni sul mondo che li circonda.
L’uguaglianza non è omologazione
Il fulcro dell’incontro è stato l’articolo 3 della Costituzione italiana. Barca ha sottolineato la modernità straordinaria della nostra Carta: diversamente da altri testi costituzionali, quello italiano definisce l’uguaglianza non come “essere tutti uguali”, ma come il diritto di ogni individuo di avere le stesse possibilità di realizzare se stesso.
Il dibattito è partito da un’analisi dei dati. Attraverso grafici interattivi e sondaggi in tempo reale, gli studenti hanno espresso le proprie preoccupazioni e sensazioni su temi quali la giustizia sociale e le disuguaglianze. Il confronto tra le risposte dei ragazzi del Marconi e quelle dei coetanei a livello nazionale ha mostrato una sostanziale sintonia: i giovani di oggi sentono forte il peso delle disparità e interrogano il passato per capire come sia cambiato il concetto di equità tra le generazioni.
Tecnologia e Globalizzazione: una questione di gestione politica
Nella seconda parte della mattinata, l’attenzione si è spostata sulle cause tecniche e politiche delle attuali disuguaglianze. Fabrizio Barca ha smontato il luogo comune secondo cui la tecnologia e la globalizzazione siano “mali” inevitabili.
“Il problema non è lo strumento, ma come viene governato”, è emerso durante il confronto. Se da un lato la globalizzazione ha permesso a milioni di persone di uscire dalla povertà, dall’altro la gestione politica degli ultimi decenni ha favorito la concentrazione della ricchezza in poche mani. Citando Adam Smith, è stato ricordato come il mercato debba fondarsi su valori morali e non solo sul profitto.
Il rischio per la democrazia
Molto toccante è stato lo scambio di battute sulle nuove forme di disuguaglianza generate dal digitale, dove il potere e le informazioni sono concentrati in pochissime élite. Barca ha avvertito i ragazzi: quando il sistema tende a favorire l’uscita dalla partecipazione (exit) anziché il confronto democratico (voice), il malcontento sociale cresce pericolosamente, portando i cittadini a preferire soluzioni autoritarie alla partecipazione democratica.
L’incontro si è concluso con un messaggio di speranza e impegno civile: le disuguaglianze non sono un destino, ma il risultato di scelte politiche che possono – e devono – essere cambiate attraverso la partecipazione attiva e la consapevolezza dei propri diritti costituzionali.

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