Il contenuto della circolare numero è riservato.
Intervistate dall’Ateneo, le docenti dell’IIS Marconi Paola De Paolis e Giulia Casini, componenti del Comitato Tecnico Scientifico del progetto LS-OSA, figurano tra le curatrici della revisione dei percorsi e delle schede del volume “Insegnare le scienze. Percorsi ed esperimenti per la scuola secondaria di primo grado”.

Cercare di costruire uno strumento capace di valorizzare l’aspetto laboratoriale nella didattica delle Scienze e, al tempo stesso, di immediato utilizzo per i docenti.
Partendo da questa meravigliosa sfida, Paola De Paolis e Giulia Casini, docenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “G. Marconi” di Civitavecchia, si sono rese protagoniste di un interessante progetto: la costruzione del nuovo volume “Insegnare le scienze” del progetto LS-OSA, promosso dal MIM in partenariato con l’Università Roma Tre e l’Accademia delle Scienze di Torino.
Ma come è nato tutto?
«Dopo il successo del volume Fare Laboratorio. Guida alla didattica esperienziale, dedicato alle scuole secondarie di secondo grado – spiegano le docenti – il Comitato Tecnico Scientifico del progetto ha pensato di proporre uno strumento analogo anche per le secondarie di primo grado. La costruzione di questo nuovo volume persegue dunque l’obiettivo di fornire ai docenti delle scuole “medie” un mezzo per rendere veramente laboratoriale la didattica delle Scienze, mostrando inoltre come questa sia imprescindibile da un approccio di tipo esperienziale. Oltre ad indicare delle attività sperimentali da proporre ai propri studenti, il volume presenta anche dei percorsi che le raggruppano, suggerendo ai docenti un itinerario da seguire per affrontare i diversi nuclei tematici con un approccio unitario e interdisciplinare».
Come si è articolato il lavoro di organizzazione e di validazione dei percorsi proposti dai docenti?
«Il primo volume presentava le schede descrittive di 234 esperimenti di Fisica, Chimica, Biologia e Scienze della Terra e tra questi, 24 docenti tutor – tra cui Eleonora Santolini, ora in forza all’Istituto di Istruzione Superiore “G. Marconi” – delle scuole secondarie di primo grado, ne hanno scelti più di 30, valutandone la replicabilità dopo averli proposti nelle loro classi – raccontano De Paolis e Casini – Durante il Seminario residenziale del 2023, questi esperimenti sono stati realizzati e mostrati ad altri docenti, provenienti da tutte le regioni italiane. Alla luce dell’esperienza maturata con i propri studenti e, durante il Seminario, con i colleghi di tante altre scuole, i docenti tutor hanno revisionato le schede degli esperimenti adattandoli al diverso contesto scolastico. Queste sono state poi validate dal Comitato Tecnico Scientifico che ha preso in considerazione anche nuove proposte in modo da coprire tutti gli ambiti delle scienze, come previsto dalle Indicazioni Nazionali. Infine, durante il Convegno nazionale del 2025, 10 gruppi di 15 docenti provenienti da diverse scuole d’Italia, guidati e coordinati dai 24 docenti tutor che avevano partecipato alla stesura delle schede degli esperimenti, ne hanno selezionate alcune per poi lavorare insieme alla progettazione di percorsi didattici. Grazie a questi lavori di gruppo si sono potuti confrontare sulle diverse realtà delle loro scuole, restituendo percorsi capaci di parlare a contesti plurali. Tra questi percorsi noi, insieme alle prof.sse Anna Brancaccio e Agata Petruccelli, ne abbiamo individuati 21 come i più rappresentativi procedendo ad una puntuale revisione con conseguente validazione degli stessi».
Che supporto possono dare percorsi così strutturati alla didattica delle scienze nella secondaria di I grado?
«Anche se noi siamo docenti della scuola secondaria di secondo grado – sottolineano le professoresse – dalla nostra esperienza abbiamo capito che, se si vuole che i docenti apportino modificazioni significative al proprio approccio metodologico, bisogna guidarli ed accompagnarli. Per questo riteniamo che l’inserimento delle singole esperienze all’interno di percorsi didattici direttamente utilizzabili potrà essere un valido strumento per i docenti per organizzare e programmare la propria azione didattica, con un’impostazione modulare e per nuclei tematici affrontati con attività laboratoriali. Ma – concludono soddisfatte – l’approccio sperimentale sicuramente promuove negli studenti una comprensione più ampia dei fenomeni, permette di osservarli sotto diversi punti di vista, mettendo in evidenza una volta l’aspetto chimico, un’altra quello fisico o biologico o geologico, permettendo in definitiva quella visione scientifica a tutto tondo che la disciplina di Matematica e Scienze nelle scuole secondarie di primo grado richiede. Le schede dei percorsi presenti nel libro Insegnare le scienze. Percorsi ed esperimenti per la scuola secondaria di primo grado forniscono inoltre ai docenti indicazioni sui risultati attesi in uscita, le metodologie didattiche da utilizzare e gli strumenti di verifica e valutazione degli apprendimenti».
Complimenti alle docenti Paola De Paolis, Giulia Casini ed Eleonora Santolini da parte di tutto l’IIS Marconi di Civitavecchia, polo formativo di riferimento per tutto il territorio, che si onora di averle nel proprio corpo docente!
Stefania Mangia

0