di Alessandro Del Duca (3 B Liceo delle Scienze Applicate)
CIVITAVECCHIA – C’è un ponte invisibile ma solidissimo che a Civitavecchia unisce due generazioni apparentemente lontanissime: quella dei ragazzi dei banchi di scuola e quella degli anziani ospiti di una struttura cittadina. Nel pomeriggio di sabato 17 ottobre, questo legame si è rinnovato con forza presso la casa di riposo “Villa Santina”, dove 23 studenti dell’IIS “G. Marconi” – appartenenti alle classi 3ªB, 4ªB e 5ªB del Liceo Scientifico Scienze Applicate – hanno dato vita a un’iniziativa dal profondo valore umano e civico.
Il progetto, nato nell’agosto del 2025 su impulso della Comunità di Sant’Egidio, era partito con un piccolo gruppo di studenti dell’allora 4ªB Liceo Scienze Applicate, pronti a dedicare parte del proprio tempo libero alle visite a domicilio agli anziani soli. Con il passare dei mesi, l’entusiasmo ha contagiato sempre più noi ragazzi, portando il gruppo ad allargare il proprio raggio d’azione fino alla RSA del territorio e a dare un nome chiaro a questa esperienza: “Viva gli anziani!”.
Un nome che racchiude il senso profondo di incontri mensili – organizzati nei fine settimana insieme alla docente di lettere, Camilla De Iorio, con la collaborazione del dott. Massimo Magliano di Sant’Egidio – nei quali il confine tra “chi aiuta” e “chi viene aiutato” si sfuma del tutto. Se noi giovani riscopriamo il valore dell’ascolto, sentendoci sempre più nipoti, gli ospiti della struttura vestono con affetto i panni di nonni premurosi, capaci di scrivere lettere a noi ragazzi, per sapere come procedano gli studi o come siano andati gli esami di maturità. Un’esperienza talmente significativa da essere portata da diversi maturandi all’esame di maturità come testimonianza di crescita personale e civica, e proseguita spontaneamente anche durante le vacanze estive.
L’appuntamento di sabato scorso ha segnato un nuovo capitolo di questa bella storia, con l’ingresso entusiasta di quasi tutta la nuova classe 3ªB. Noi ragazzi abbiamo trasformato il pomeriggio a Villa Santina in un momento di vera festa, curato nei minimi dettagli, per celebrare il compleanno di quattro residenti: dai regali ai biglietti d’auguri, fino ai quiz, alla musica, alla merenda condivisa e alle risate.
Al di là dell’animazione, il cuore della giornata è stato l’incontro intergenerazionale: momenti d’ascolto intimi e sinceri in cui i racconti di vita degli anziani si sono intrecciati con la freschezza di noi ragazzi, regalando a vicenda emozioni profonde, qualche lacrima e tanta serenità.

«È stata un’esperienza fantastica ed educativa – raccontano gli studenti e le studentesse presenti – che ci ha permesso di comprendere a fondo la realtà di chi vive la fase conclusiva della propria vita lontano dalla propria famiglia, ricordandoci il valore inestimabile della gratuità».
In un momento storico come quello che stiamo vivendo, in cui la narrazione sui giovani è spesso schiacciata da episodi di violenza , l’esperienza di Villa Santina dimostra che esiste un’altra gioventù, capace di empatia e impegno concreto.
«Rimanere tre ore senza uno smartphone in mano, senza che nessuno ce lo imponesse, è stata una scelta spontanea e liberatoria» sottolinea con soddisfazione uno dei ragazzi. È la dimostrazione più limpida di come la solidarietà, la presenza e l’attenzione verso i più fragili non siano soltanto un gesto d’affetto, ma rappresentino, forse, la forma più alta e autentica di cittadinanza attiva.
L’auspicio di noi studenti – per gli adulti, ma soprattutto per i nostri coetanei – è che iniziative come questa possano moltiplicarsi in città, ricordando a tutti che la bellezza di un incontro reale sa essere molto più forte e rivoluzionaria di qualsiasi schermo.
Articolo leggibile anche sulla pagina della scuola del quotidiano “La Provincia”

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