
Il 21 settembre, Giornata internazionale della pace, molte scuole cittadine hanno partecipato al Giro d’Italia per la Pace, un’iniziativa che ha accompagnato il viaggio della Lampada della pace di Assisi, giunta anche nella nostra città. La tappa cittadina ha coinvolto studenti, insegnanti, istituzioni e associazioni in un momento di riflessione e di impegno condiviso.
La Lampada della pace, simbolo di fraternità, riconciliazione e dialogo tra i popoli, richiama la figura di san Francesco, la cui memoria viene celebrata il 4 ottobre, giorno della sua morte. Sono trascorsi ottocento anni da quel 1226, ma il messaggio del Poverello di Assisi continua a parlare al presente con una forza straordinaria.
Poco prima di morire, Francesco dettò ai suoi confratelli il Cantico delle creature, un inno alla bellezza del creato e alla fraternità universale. Nel Cantico, ogni elemento della natura viene lodato per la sua bellezza che consiste principalmente nel mettersi a servizio degli altri: è la Bellezza dell’Essere per. La bellezza dell’uomo, a sua volta, nasce dalla capacità di scegliere di viere per-donando, costruendo nella semplicità e nell’umiltà, un mondo di pace.
È questo il messaggio che la Lampada ha portato a tanti giovani, circa un migliaio, scesi in strada per partecipare al corteo e poi alcuni di essi alla conferenza tenuta dal fotoreporter F. Malavolta e da F. Vignarca. Con il loro lavoro, entrambi continuano a dare concretezza al messaggio francescano: Malavolta racconta, attraverso la fotografia, la povertà, la condizione dei migranti e le sofferenze delle vittime della guerra; Vignarca si occupa di pace, disarmo e difesa dei diritti umani a livello internazionale.
Le loro testimonianze ci hanno ricordato che la pace non si costruisce preparando la guerra, ma attraverso il dialogo, la giustizia, il disarmo e la responsabilità personale. Non è sufficiente desiderare la pace: occorre scegliere, ogni giorno, comportamenti coerenti con essa.
Anche il nostro istituto, il Marconi, ha partecipato all’iniziativa con due classi. La 4BSA ha sfilato portando cartelloni dedicati ai Premi Nobel per la pace, raffigurati nel Viale della pace della nostra scuola. È stato un modo per portare la scuola fuori dalle sue mura e farla camminare insieme agli studenti, mostrando alla città il percorso di pace intrapreso e coltivato già da anni.
I ragazzi hanno inoltre realizzato altri cartelloni con frasi tratte dagli interventi di papa Leone XIV, tra cui quella sulla “pace disarmata e disarmante”: una pace umile e perseverante, che non deve essere considerata né inevitabile né impossibile. La pace richiede, infatti, un impegno quotidiano e il coraggio di non arrendersi alla logica della violenza: una pace fondata sul dialogo e non sulla forza.
La partecipazione al Giro d’Italia per la Pace è stata preparata, in classe, durante la prima settimana di scuola attraverso alcune ore dedicate all’educazione civica. Abbiamo approfondito la vita e l’impegno di diverse figure che hanno dedicato la propria esistenza alla costruzione di una società più giusta. Abbiamo riflettuto, in particolare, sulle parole di don Luigi Ciotti rivolte ai giovani: “Sappiate riempire la vita di vita”.
Durante la conferenza è stato citato anche don Lorenzo Milani e il suo celebre “I care”, espressione che significa “mi importa”, “mi sta a cuore”. È l’esatto contrario del fascista “Me ne frego”, atteggiamento che purtroppo conserva una drammatica attualità in una società ancora segnata dalla violenza, dall’intolleranza e dall’indifferenza.
La scuola è chiamata a educare alla responsabilità, al rispetto e alla capacità di riconoscere nell’altro una persona, mai un nemico. Abbiamo fatto nostre anche le parole di don Milani:
“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio.
Sortirne tutti insieme è politica.
Sortirne da soli è avarizia.”
Questa avarizia non è soltanto economica: è anche morale e consiste nel chiudersi nei propri interessi, ignorando le difficoltà degli altri. Per questo abbiamo scelto di riflettere anche sull’espressione:
“Ognuno di voi deve sentirsi responsabile di tutto.”
La pace, allora, non è un’idea astratta né una parola da celebrare soltanto in occasioni speciali. È un compito quotidiano, che coinvolge ciascuno di noi. È l’olio che alimenta la Lampada della pace di Assisi e che le permette di continuare a brillare, passando di mano in mano, da una scuola all’altra, da una città all’altra, da una generazione alla successiva.
Classe 4BSA

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